Sarà caduta dalla tasca e la sento sotto il piede.
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di Patrizia Cesari
Luccica e si fa notare.
È Lei, la famigerata Spilla da balia.
El imperdible dicono gli spagnoli, un oggetto piccolo e utilissimo.
Semplice e multiuso.
La spilla da balia risolve.
È l’oggetto che ha alimentato la curiosità della scrittrice Eleonora Marangoni.
Un oggetto tra tanti che sbuca da un catalogo di oggetti di design in un caldo pomeriggio d’estate.
Tra zanzare che pungono e interesse che cresce.
Ed ecco che salta fuori lui, Walter Hunt, colui che col solo gesto di attorcigliare un fil di ferro attorno al dito, mette a punto un oggetto piccolo e formidabile insieme.
Insostituibile.
Ma chi era quest’americano dagli occhi azzurri e la carnagione chiara?
Scopriamo che è il primo di quattordici figli, cresciuto in una famiglia dove si professa la religione Quacchera.
Ma ciò che emerge, fin dai primi anni, è la capacità di inventare oggetti rivelatisi poi di grande utilità.
Comincia a farlo da piccolo, intorno ai sei anni, momento in cui si preoccupa di realizzare con foglie di mais una coperta per riparare le piante più fragili nei mesi invernali.
Walter Hunt, che ha il destino nel nome, è un vero cercatore.
Un cercatore di soluzioni e non di successo, né fama. Un americano atipico.
La sua è una spinta nobile che mira a semplificare la vita ed il lavoro delle donne e degli uomini.
Mette a punto la prima macchina per filare il lino. Poi quella per intrecciare le corde.
La prima stufa girevole.
Le ruote da collocare sotto i mobili per agevolarne gli spostamenti.
Progetta un fucile, la penna stilografica, i colletti delle camicie in carta.
Inventa, prima di tutti, la macchina da cucire. Operazione che lo pone al centro di dibattiti e processi per rivendicare la paternità dell’invenzione.
Lo fa per alleggerire il lavoro delle donne.
È l’inventore del primo clacson per carrozze.
Walter Hunt dedica l’intera sua esistenza al lavoro.
È un meccanico, un modellista, un disegnatore, col solo scopo di costruire cose utili e possibilmente belle. Il gesto è lo stesso, come anche il fine.
Hunt non si arricchisce, non conosce la gloria, non ottiene il giusto riconoscimento, ma a noi consegna oggetti indispensabili.
A me piace pensare che ci sia una propensione femminile e quasi materna in molte sue invenzioni.
Penso soprattutto alla macchina per cucire e ricamare. Penso all’aneddoto che ha favorito la nascita dell’allarme da carrozza e, ultimo, ma non per importanza, alla spilla da balia.
Un oggetto che protegge, unisce, assicura, tiene insieme.
Un fil di ferro che avvicina, che risolve e che ferma ciò che vuole sfuggire al controllo.
Basti pensare al vecchio modo di fasciare i neonati, era proprio la spilla da balia a garantire la tenuta dei pezzi di stoffa.
È un piccolo gioiello che salvaguarda.
Come può, più di ogni cosa, un gesto materno…
photo credit Paolo D'Addario